
Architettonicamente, la villa è senz'altro una costruzione di grande fascino che si sviluppa secondo una planimetria a ferro di cavallo, in cui un corpo centrale a due livelli è abbracciato da due avancorpi laterali a livello unico, che si estendono eleganti verso la bella cancellata d'ingresso che separa l'abitato dal terreno destinato alla coltura; al centro, la villa si apre al mondo esterno attraverso un ampio porticato a cinque luci inframmezzate da colonne tuscaniche, sovrastato da un secondo livello con cinque finestre, di cui ancora si conservano intatti i suggestivi vetri ottocenteschi.
Non meno significativo della dimensione architettonica è infine il pregevolissimo inserimento nell'ambiente circostante, del resto già individuato come determinante nel "vincolo" con il quale la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Brescia-Cremona-Mantova, il 19 marzo 1993, dichiarava il "Complesso Badia Piccola con giardino e annessi di interesse particolarmente importante ai sensi della citata legge 1 giugno 1939 n 1089", sottoponendolo dunque, seppure con un ritardo enorme, alle disposizioni di tutela previste dalla storica legge Bottai.